Approfondimento tecnico sulle eliche: i parametri che ne definiscono le prestazioni
Dopo aver analizzato gli elementi principali che influenzano la scelta dell’elica, è utile approfondire i parametri geometrici e funzionali che ne determinano il comportamento reale in acqua.
Caratteristiche come rake angle, cup, skew angle e i diversi parametri di area della pala incidono direttamente su distribuzione dei carichi, efficienza propulsiva, fenomeni di ventilazione e cavitazione. Tali variabili non agiscono in modo indipendente, ma concorrono alla definizione del funzionamento dell’elica in relazione a carena, regime operativo e caratteristiche del motore. Andiamo, dunque, ad analizzare i principali parametri utilizzati nella progettazione e valutazione delle eliche.
Rake angle
Il rake angle è l’angolo di inclinazione della pala rispetto a un piano perpendicolare all’asse dell’elica.
Un rake positivo (pale inclinate verso poppa):
- modifica la distribuzione della spinta, introducendo una componente che può influenzare l’assetto longitudinale dell’imbarcazione, tendendo a sollevare la poppa
- migliora la presa dell’elica in condizioni difficili (virate, mare mosso)
- può aumentare leggermente il carico sul motore, quindi va scelto in equilibrio con passo e diametro.
Un angolo di rake basso, invece, dovrebbe dare più stabilità a basse velocità, con meno lift a poppa. L’effetto complessivo del rake dipende dalla configurazione dell’imbarcazione e dalla posizione dell’elica rispetto allo scafo.
Il cup
Il cup è una curvatura applicata al bordo d’uscita della pala (trailing edge). È un dettaglio piccolo ma con effetti molto importanti sul comportamento dell’imbarcazione.
Il cup aumenta la presa dell’elica sull’acqua e aiuta ad evitare che l’elica “slitti” o aspiri aria, soprattutto in accelerazione o in virata.
L’introduzione del cup comporta:
- un aumento del carico effettivo sull’elica
- una possibile riduzione del regime massimo del motore a parità di configurazione
- un miglioramento della tenuta del flusso, in particolare in accelerazione o in condizioni gravose.
Il cup è tipicamente utilizzato come parametro di regolazione fine, senza modificare diametro o passo nominale.

LO SLIP
Lo slip rappresenta la differenza tra l’avanzamento teorico dell’elica, determinato dal passo geometrico, e l’avanzamento reale per giro. Si tratta di un parametro operativo utilizzato per valutare il rendimento reale del sistema propulsivo.
È generalmente espresso in percentuale e dipende da:
- condizioni di carico dell’imbarcazione
- regime di rotazione
- caratteristiche del flusso in ingresso (wake)
- condizioni operative (mare calmo, agitato, presenza di aria).
Lo slip non rappresenta una perdita eliminabile, ma una conseguenza del funzionamento dell’elica in un fluido reale. Varia in funzione sia della tipologia di imbarcazione sia della configurazione della trasmissione: fuoribordo, piede poppiero, linea d’asse o eliche di superficie.
Uno slip elevato può indicare:
- non corretto accoppiamento tra passo, regime e carico
- presenza di ventilazione o cavitazione.

Projected Blade Area (PAR)
La Projected Blade Area (PAR) è l’area della pala proiettata su un piano perpendicolare all’asse dell’elica, ovvero la proiezione che si vede guardando direttamente la pala dell’elica. Essa rappresenta la superficie effettivamente esposta frontalmente al flusso ed è un’indicazione della capacità dell’elica di generare spinta.
Developed Blade Area (DAR)
La Developed Blade Area (DAR) è l’area della pala ottenuta sviluppando geometricamente la superficie su un piano, ovvero l’area del contorno della pala se questa potesse essere staccata dal mozzo e portata a passo zero. La DAR è un parametro che serve ad indicare quanto “materiale di pala” è distribuito nel disco dell’elica.
Expanded Blade Area (EAR)
La Expanded Blade Area (EAR) è l’area della pala ottenuta proiettandola su una superficie cilindrica e sviluppandola su un piano. È, in sintesi, l’area della pala se il DAR fosse stato appiattito.
È uno dei parametri più utilizzati in progettazione perché:
- rappresenta in modo più realistico la superficie attiva della pala
- è correlata alla capacità dell’elica di assorbire potenza senza innescare cavitazione.
I parametri di area della pala (PAR, DAR, EAR) derivano dalla letteratura di progettazione navale e sono utilizzati per valutare la distribuzione dei carichi e il comportamento idrodinamico dell’elica.
l’approccio cartello
L’analisi dei principali parametri geometrici e funzionali dell’elica evidenzia come il suo comportamento in acqua sia il risultato di un insieme complesso e interdipendente di variabili. Elementi quali rake angle, cup, slip e parametri di area della pala (PAR, DAR, EAR) non agiscono in modo isolato, ma concorrono in maniera sinergica a determinare la capacità dell’elica di convertire la potenza del motore in spinta utile.
In questo contesto, è fondamentale sottolineare che l’elica non rappresenta un componente secondario o meramente accessorio del sistema propulsivo, ma costituisce il vero elemento di interfaccia tra il motore e l’acqua. È proprio attraverso l’elica che la potenza erogata viene trasformata in forza propulsiva efficace. Di conseguenza, anche in presenza di una carena efficiente e di motori ad alte prestazioni, una scelta non corretta dell’elica può compromettere in modo significativo il comportamento complessivo dell’imbarcazione. Un’elica non adeguatamente dimensionata o non ottimizzata rispetto al regime di funzionamento, al carico e alle condizioni operative può infatti generare diversi effetti negativi, tra cui:
- incremento dello slip e riduzione del rendimento propulsivo
- fenomeni di ventilazione o cavitazione più frequenti
- incapacità del motore di lavorare nel corretto intervallo di giri
- aumento dei consumi specifici di carburante
- riduzione della velocità massima e dell’efficienza in accelerazione
- possibile sovraccarico o sotto-utilizzo del motore.
Al contrario, una corretta progettazione o selezione dell’elica consente di ottenere il miglior compromesso tra spinta, efficienza e affidabilità operativa, garantendo che il motore lavori nel proprio campo ottimale di rendimento e che la potenza disponibile venga effettivamente trasformata in prestazioni reali dell’imbarcazione.
In sintesi, il sistema globale delle prestazioni dell’imbarcazione (motore + elica + carena + carico + condizioni operative) non dipende esclusivamente dalla qualità della carena o dalla potenza installata, ma dall’equilibrio complessivo tra tutti i suoi elementi. L’elica, in questo equilibrio, rappresenta il fattore determinante: una barca eccellente e motori potenti non possono esprimere il loro potenziale se l’elica non è in grado di trasferire correttamente la spinta all’acqua.
Per questo motivo, la scelta dell’elica deve essere considerata una fase progettuale e operativa fondamentale, da effettuare con criteri tecnici accurati e in relazione diretta con le caratteristiche dell’imbarcazione e del suo profilo di utilizzo. È qui che entra in gioco Cartello che, grazie a tecnici con esperienza decennale, offre una consulenza specifica e personalizzata sulla scelta dell’elica, così come la possibilità di realizzare un prodotto altamente customizzato.
